Kefir, effetti collaterali e dosi consigliate

Il kefir ha controindicazioni? Molte persone iniziando a consumare il kefir o latte fermentato si preoccupano se questo possa avere degli effetti collaterali e di quali siano le dosi consigliate per l’assunzione.

Bisogna innanzitutto ricordare che tutti i cibi fermentati sono sempre stati molto apprezzati per i loro effetti benefici sulla salute. Infatti il processo di fermentazione produce microrganismi utili ed estremamente importanti per l’uomo in quanto aiutano a bilanciare la flora intestinale e a migliorare in tal modo il sistema immunitario.

Inoltre, l’intestino funziona letteralmente come un secondo cervello, e produce la serotonina, un neurotrasmettitore noto per avere un effetto benefico sul nostro umore per cui, mantenendo l’intestino sano, ne beneficeranno la nostra mente ed il nostro corpo (come spiegato in quest’articolo sulla connessione tra un intestino sano e i disturbi di ansia e depressione).

Gli alimenti fermentati sono anche fra i migliori chelanti e agenti di disintossicazione a nostra disposizione, nel senso che possono contribuire a liberare il corpo da una grande varietà di tossine tra cui i metalli pesanti. In tal modo si attiva efficacemente il sistema di disintossicazione e, gli alimenti fermentati, sono strumentali in questo processo di auto-guarigione.

Per fare questo non occorre consumarne grandi quantità. Viene raccomandato di assumere da un quarto a mezza tazza (da 50 a 100 grammi) di verdure fermentate o latte fermentato, da 1 a 3 volte al giorno durante i pasti.

Dato che gli alimenti fermentati sono disintossicanti molto efficienti, se assunti in quantità elevate possono causare sintomi di disintossicazione, o “crisi di guarigione”. E’ bene cominciare con piccole porzioni partendo da un quarto di tazza per arrivare gradatamente a metà tazza.
Occorre tener presente che quando si assumono elevate quantità di prodotti fermentati, in breve tempo, possono verificarsi alcuni disagi. Per questo molte persone smettono di assumerli regolarmente. L’intelligenza innata del nostro corpo ci dice di mangiare cibi fermentati perché siamo in stato di disbiosi (cioè un’alterazione della flora batterica del nostro intestino) ma se ne mangiamo un eccessiva dose rischiamo la “crisi di guarigione” che, successivamente, porta alla paura di riprovare.

Partendo da piccole porzioni si evitano fastidiosi sintomi come il mal di testa, gonfiore, nausea e la disintossicazione avverrà in modo più naturale con il vantaggio di farci sentire meglio e in forma. Se si nota qualche effetto anomalo non è il caso di respingere gli alimenti fermentati ma solo di rallentarne l’assunzione, diminuendo le dosi.

 

Quanto kefir dovrei bere?

Quando si inizia ad assumere un nuovo alimento è intelligente iniziare da piccole quantità e il kefir non fa eccezione a questa regola. Si può poi aumentare le quantità e berne quanto se ne desidera, sempre usando la ragionevolezza. Chiedetevi quanto yogurt o quanto succo normalmente consumereste in un giorno, facendo attenzione a non lasciare fuori altri alimenti importanti. Una quantità media di solito è di circa 1-4 tazze al giorno. Ricordatevi che l’equilibrio è fondamentale per una buona salute. Alcune persone quando iniziano ad assumere kefir hanno alcuni sintomi fastidiosi, forse a causa della sua natura acida, della frizzantezza, dell’alcool, o della grande popolazione di probiotici (o una combinazione di tutte queste cose). In questo caso sarebbe saggio procedere più lentamente e lasciare il vostro corpo e la vostra digestione il tempo di abituarsi ad esso.

Iniziate con 1/8 tazza al giorno (qualche cucchiaio), magari mescolato in un bicchiere di acqua o succo di frutta in un primo momento, poi gradualmente aumentare fino a 1/4 di tazza per una settimana (si possono anche saltare un paio di giorni per dare al vostro corpo una pausa).
La maggior parte delle persone si trovano meglio assumendo il kefir durante i pasti. Mentre il kefir di latte può andare bene per la colazione, lo zucchero e l’alcol contenuto nel kefir d’acqua, che è leggermente superiore, può renderlo più adatto per il pranzo o la cena. Dopo una settimana o due, provare ad aumentare gradatamente le dosi fino a raggiungere la quantità che si desidera consumare.

Il Kefir può essere utilizzato in medicina come cura naturale in grandi quantità per un breve periodo, se desiderato (ad esempio dopo la chemioterapia, dove 4 tazze al giorno possono essere utili).

Molte persone prendono una pausa dal kefir circa una volta alla settimana, non consumando kefir per almeno un giorno. Non è mai una grande idea di mangiare la stessa cosa di continuo senza interruzione (proprio come non si raccomanda di allenarsi continuamente senza interruzioni – il corpo ha bisogno di tempo per il recupero e la varietà).

In Tibet è diffusa la convinzione che sia meglio bere solo 2 tazze al giorno di kefir di latte (ma vale anche per il kefir d’acqua) e dopo 20 giorni di assunzione si prendono una pausa di 10 giorni, astenendosi completamente dal kefir.

Che cosa succede se sto avendo reazioni avverse all’assunzione di kefir?

Se credi di avere una pesante reazione allergica (caso estremamente raro) è indicato smettere l’assunzione e consultare il medico. In caso contrario, attendere almeno 3-4 giorni e provare di nuovo per vedere se i sintomi tornano. Iniziare sempre con piccole quantità, soprattutto se si dispone di un sistema sensibile o molto reattivo. A volte questo può essere un’indicazione che il vostro corpo sta lottando per trovare un nuovo equilibrio con questo nuovo alimento e che c’è una disintossicazione in corso. Fate del vostro meglio per ascoltare il vostro corpo e il vostro istinto. Internet e il medico non possono sostituire la preziosa capacità di fidarsi e ascoltare il proprio corpo. Se ci si sente male, smettere di consumare il kefir e riprovare in seguito.
Se ci si sente come se ci si stesse riadattando, provare a berlo gradatamente. Ricordate che il Kefir è uno stimolante per la digestione e può risultare essere troppo stimolante per quelli con un sistema digestivo lento, affaticato o comunque ritardato. In questa situazione è meglio bere piccole quantità di kefir (e aumentare gradualmente nel tempo se desiderato), preferibilmente all’inizio di un pasto, altrimenti potrebbe causare dolori di pancia, gonfiore, gas etc.

Perché il kefir è generalmente tollerato da chi è intollerante al lattosio?

I batteri e i lieviti del kefir producono l’enzima lattasi che consuma e scinde il lattosio per il suo nutrimento. A causa di ciò la gran parte del lattosio contenuto nel latte è convertito in zuccheri semplici (glucosio e galattosio). Questi zuccheri digeribili, insieme all’azione dell’enzima lattasi che agisce come un catalizzatore per la digestione rendono il kefir un alimento estremamente digeribile. Far maturare il kefir prima di consumarlo può ridurre ulteriormente il contenuto di lattosio. Potete ottenere ciò lasciando il kefir filtrato a riposare altri uno o due giorni prima di consumarlo. Ciò vale sia a temperatura ambiente che nel frigorifero. Ricordate però che in questo modo aumenteranno gli acidi e l’alcool.

Il kefir è indicato per chi soffre di problemi di digestione?

Molte persone riportano che il kefir li ha aiutati in una varietà di problemi che vanno dal reflusso al gonfiore o ad altre problematiche intestinali. Questo perché i batteri contenuti nel kefir ristabiliscono la flora batterica del nostro intestino, facendo da coadiuvante in queste patologie. La microflora benefica contenuta nel kefir e i nutrienti altamente digeribili lo rendono in generale un’ottima opzione per chi ha problemi digestivi. La frizzantezza e le proprietà del kefir possono anche agire da stimolante per i processi digestivi. Se state sperimentando dolore o gonfiore, potrebbe essere perché il vostro sistema digestivo è lento o pigro e la natura stimolante del kefir potrebbe essere troppo per voi, perciò iniziate con l’assumere solo un cucchiaio al giorno e aumentate molto lentamente in modo che il vostro corpo abbia il tempo di adattarsi. Nel corso del tempo ascoltate il vostro corpo. Se la vostra salute sembra migliorare, rimanere stabile o i sintomi si stanno aggravando, nel qual caso valutate di prendervi una pausa e magari ricominciare gradatamente più avanti.

Kefir d’acqua e diabetici

Per quanto riguarda il kefir d’acqua, spesso i diabetici si chiedono se la quantità di zucchero aggiunta durante la fermentazione non porti ad un aggravamento della loro patologia e quindi non sia sconsigliata l’assunzione. In realtà i batteri e lieviti del kefir producono enzimi che degradano il saccarosio (cioè il composto chimico dello zucchero) in fruttosio e glucosio. Il fruttosio è digerito dal fegato e non alza la glicemia dei diabetici come il saccarosio o il glucosio. In questo modo si abbassa il carico glicemico della bevanda. Anche l’acido acetico e l’anidride carbonica aggiunte dalla fermentazione sono utili a questo scopo. L’esperienza di molti diabetici è che il modo migliore di consumare kefir d’acqua è quello di fare una seconda fermentazione con succo di frutta puro (ad alto contenuto di fruttosio) aggiunto nel kefir d’acqua già filtrato, che si traduce in un abbassamento del contenuto di zucchero (e del carico glicemico). Far ulteriormente maturare il Kefir prima di consumarlo è in grado di ridurre ulteriormente il tenore di zucchero (ma aumentare l’alcool e gli acidi) se lo si desidera.
Questo può comunque non funzionare per tutti i diabetici, e in ultima analisi, spetta a voi determinare come i livelli di zucchero nel sangue rispondano dopo aver consumato il kefir d’acqua e decidere se proseguire o meno l’assunzione.

Il Kefir una buona opzione per chi soffre di Candida?

Molte persone che vivono problemi di Candida hanno riferito che il Kefir è stato utile per loro. Nel kefir c’è una relazione simbiotica equilibrata di batteri e lieviti, che è anche quello che ci sforziamo di realizzare all’interno del nostro corpo per avere una salute ottimale. I grani di kefir e il kefir di per sé non contengono Candida Albicans e perciò l’assunzione non avrebbe motivo di aggravare i sintomi della Candida. Anzi alcune fonti dicono che i lieviti contenuti nel kefir possono anche contrastare Candida Albicans (Silva, 2009).
Ma come per tutte le cose, il miglior consiglio che possiamo darvi è quello di ascoltare la risposta del proprio corpo all’assunzione di kefir nel tempo e determinare se la vostra salute sembra migliorare, rimanere stabile o se i sintomi sono aggravati dal Kefir (nel qual caso si dovrebbe prendere una pausa e riprovare in un secondo momento).

In conclusione…il kefir è adatto a tutti?

Il miglior consiglio che si può dare è sempre ascoltare il proprio corpo e vedere come risponde al kefir con il passare del tempo, determinando se la vostra salute sembra migliorare, rimanere stabile o se soffrite di qualche patologia, se i sintomi sono aggravati con l’assunzione del kefir (in questo caso sarebbe meglio prendersi una pausa ed eventualmente provare più avanti).

Ricordate che una maggior quantità non sempre significa migliori effetti. Bevete Kefir in modo ragionevole, a volte una piccola quantità può portare più benefici di una grande quantità. Come in tutte le cose, la moderazione è la chiave. In ogni caso, la microflora batterica e i nutrienti estremamente digeribili del kefir lo rendono davvero una bevanda adatta a tutti. Usate sempre il vostro buon senso e non ignorate l’istinto del vostro intestino!

Rispondi

    • Prego 🙂 I batteri del kefir vivono a temperatura ambiente, se lo scaldi muoiono, per cui in effetti perdi le sue proprietà proibiotiche, però a livello nutrizionale è sempre un ottimo alimento!

  1. Se il kefir d’acqua (senza i granuli dentro) lo lascio a temperature ambiente perde le sue proprietà? Perché si consiglia di metterlo in frigo?

  2. Salve, ho trovato il kefir “confezionato”. Penso che non abbia le stesse proprietà di quello fatto in casa, ma ho voluto provarlo perché ho preso un po’ di antibiotico. Sinceramente non ha un bel sapore e quindi volevo riscaldarlo la mattina per la colazione magari con il latte ma non sembra una bella idea. Mi conviene mescolarlo con qualcosa di più gustosa? 🙂

  3. I miei granuli che mi hanno donato da poco,all’inizio non facevano siero ora fanno siero e i granuli restano appiccicati al kefier denso e no so come fare sono due giorni che gli verso il latte per farli staccare,ma in questo modo non è vero kefir.qualcuno mi può spiegare dove. sbaglio?

    • Ciao Elvira, forse ti viene così denso e i grani restano appiccicati perché ci sono troppi granuli rispetto al latte, rispetti la proporzione 1:10? Poi dipende anche da altri fattori come la temperatura esterna…

  4. Buongiorno! Sto consumando Kefir d’acqua da circa una settimana… son partito con un bicchiere e adesso sono al litro al giorno. Ho notato che forse mi fa gonfiare un pò la pancia. Sulla rete ho letto che in teoria è utile per eliminare i gonfiori di stomaco. Ma se è fermentato non dovrebbe invece farla gonfiare?